Veloce Eroi nel Vento season 2
Veloce Eroi nel Vento season 2
Pubblicato in Eventi il 06/03/2024

Sui circuiti ci sono i piloti, i bolidi e un altro elemento – invisibile eppure potentissimo – che accompagna i concorrenti durante tutta la gara: il vento.
Il vento sfiora i caschi, scompiglia capelli e pensieri, a volte soffia a favore e altre decisamente no, può essere forte o appena impercettibile ma è sempre presente.

In attesa dell’inizio della trentasettesima stagione dei Trofei Malossi, quel vento ci riporta alla mente i ricordi dell’edizione passata, dopo aver incoronato un vincitore in ogni categoria di gara. La season 2 di Veloce ci rinfresca la memoria.

Amarcord? No… am RECORD!

Sul gradino più alto del podio MRA 2023 si sono alternati Devais, Klemen Svara e Alberto Consoli – e solo ripensare a quelle gare al Paletti ci fa tornare il batticuore.
Da dove iniziare? Da un’amicizia nata durante la sfida, quella tra Devais e Alice Guzzon del Guzz Garage.

Lo YouTuber mascherato racconta di aver iniziato la competizione senza troppa convinzione ma di essersi lasciato ispirare a dare il massimo dall’avversaria, che è arrivata prima in tutti gli 8 giri di gara previsti.
In sella agli Italjet Dragster 200cc, i nostri seguono le dritte di Rebecca Bianchi e Luigi Pannone nella lotta per vincere la Malossi Racing Academy e il finale sembra già scritto.
Per tutta la competizione crediamo di poter incoronare una Regina, finché Alice cade al terzo giro della seconda finale e vede svanire i suoi sogni di vittoria. Devais non se ne accorge, è troppo impegnato a difendersi da Marco Caruso – che lo segue sul podio – e a raggiungere un nuovo record: con 1:28:841 anche il miglior tempo sul giro è suo.
Ritrova Alice ai box, per congratularsi con lei e consolarla: la sua performance l’ha rapito e motivato e, chissà, esiste sempre la possibilità di una rivincita.

Col cuore in gola fino all’ultimo

Nel Trofeo Nazionale Scooter Velocità 2023 è stata gara aperta fino all’ultimo istante tra il fratello di Alice, Andrea Guzzon, che se le è date di santa ragione (metaforicamente parlando) con il catanese Alberto Consoli (Team Mannino) e lo sloveno Klemen Svara (Mart Motors).
I tre sono stati inseparabili, dalla classifica generale alle ultime curve dell’ultimo giro dell’ultima gara. E no, non è un modo di dire o un gioco di parole: la strenua bagarre tra loro ha dichiarato Klemen Svara primo classificato, seguito a ruota dal romagnolo Guzzon – partito a bomba fin dal primo semaforo – e il pilota più titolato dei Trofei Malossi, Consoli.

Quello che ci ha colpiti, oltre allo scambio di posizioni al cardiopalma avvenuto in pista, è stato osservare la crescita di questi tre piloti.
Andrea Guzzon si è trasferito dal suo “garage su YouTube” ai box dei Trofei Malossi, dove si è decisamente fatto notare insieme alla sorella, Alberto Consoli si è rivelato essere un lupo famelico di vittorie vincendo sia l’SCMT che il World Malossi Day in un giorno solo e, infine, Klemen Svara ha spiegato le ali ed è volato nell’Olimpo dei vincitori, sotto l’occhio attento del fratello Aleks Ugrin (ex pilota talentuoso e oggi esperto preparatore tecnico).

Cosa rende un vincitore un vincente?

Alberto Consoli è di Catania e la sua passione per le corse è nata e cresciuta proprio lì, alle pendici dell’Etna. Sarà per questo che nel 2023 non ha solo vinto, è esploso classificandosi primo al World Malossi Day Cup e raggiungendo il punto più alto dei Trofei Malossi. Ma al vulcanico Alberto non è bastato: ha portato a casa lo ScooterMatic 100 in Sicilia e l’SCMT a Varano de’ Melegari.
Si è giocato la finale in provincia di Parma con un altro siciliano, il palermitano Francesco Bonomo (Birilli Racing) – concentrato a conservare il titolo conquistato nel 2022 – e Giuseppe Iannini (Team D.P.S.), che ha saputo dare più gas del mattatore Vincenzo Sciacca.

La stagione ci ha regalato un altro tipo vincitore, l’olandese Jeroen Van Liere.
Dopo aver partecipato molti anni ai Trofei Malossi, nel 2021 ha scoperto di avere la SLA. Ma lui alla sfortuna non ha mai creduto, tant’è che scelse di sua spontanea volontà di correre con il numero 13 che in suo onore è stato ritirato proprio l’anno scorso.
Jeroen ha gareggiato ancora, lanciandosi nel vento come solo chi vince fuori dai circuiti sa fare, dimostrandoci come la determinazione, la voglia di mettersi in gioco e il coraggio ci permettono di superare anche quegli ostacoli che si affrontano senza casco e protezioni.